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mercoledì 16 maggio 2018

Perché vedere il Museo di Rodolfo Valentino a Castellaneta

Cosa vedere a Castellaneta, il museo di Rodolfo Valentino

Durante i miei viaggi, mi è sempre piaciuto scoprire e visitare piccoli musei che racchiudono la storia e la vita di personaggi famosi, anche se per me risultano poco conosciuti.
Vengo attratta, in particolar modo, da chi ha avuto una vita intensa in cui si mescolano tratti, a volte, misteriosi. E quando si tratta di conterranei, allora la curiosità raddoppia.

Probabilmente sarà stata la mia curiosità (preferisco chiamarlo fiuto ) femminile che mi ha portato a visitare il Museo di Rodolfo Valentino a Castellaneta(Ta).

Non mi meraviglio se c'è qualcuno che non conosce Rodolfo Valentino, detto anche Rudy, perché ha avuto, purtroppo, una vita breve vissuta nei primi venti anni del secolo scorso.

Nonostante tutto, gli ultimi sei anni della sua vita, come attore di cinema muto a Hollywood, sono quelli che lo hanno consacrato divo, tanto da farlo diventare addirittura un mito alla sua morte.

La sua morte prematura, avvenuta nel 1926 a soli 31 anni, scatenò scene di delirio collettivo mai verificatosi prima per altri personaggi famosi legati al cinema. I giornali dell'epoca scrissero, documentandolo, che una folla di centomila persone accorse per dargli l'ultimo saluto.

Pare che la gente facesse a pugni per farsi largo e tentare di avvicinarsi all'affascinante Rudy, ormai privo di vita.
Si disse che due donne tentarono il suicidio davanti al suo corpo, una ragazza si avvelenò davanti alla sua foto e un fattorino del Ritz di Parigi fu trovato morto su un letto coperto di immagini dell'attore.


Cosa fare a Castellaneta, il Museo di Rodolfo Valentino
Lo sguardo ammaliante di Rodolfo Valentino in una scena dei n film

Ho visto le foto sui giornali che parlavano del funerale di Rodolfo Valentino e sono rimasta stupita dai partecipanti che seguirono il feretro, davvero incredibile.

Mi sono chiesta come mai un attore del cinema muto ebbe tanto successo in quel periodo? 
Eppure ha avuto una breve parentesi di notorietà nel mondo del cinema.

La risposta ce l'avevo davanti agli occhi mentre guardavo con moltissimo interesse le sue foto nel museo.
Sono stata letteralmente ipnotizzata da quell'aria di adorazione che assumeva nei confronti delle donne che in quel momento posavano con lui come se non esistesse null'altro intorno.

Non era più il romanticismo dell'800, si percepiva una grande passione erotica.


Cosa fare a Castellaneta, il museo di Rodolfo Valentino
Alcune tra le foto che ritraggono Rodolfo Valentino nelle scene d'amore 

Sono caduta ai suoi piedi anche io e ho capito quanto scalpitasse il cuore delle donne in quel periodo storico-sociale.

Erano gli anni in cui le donne, in particolar modo in America, cercavano più indipendenza e cominciavano a non voler sottomettersi al dominio degli uomini.
Rudy era un uomo molto affascinante, aveva uno sguardo magnetico, qualità che nel cinema muto aveva una importanza rilevante. 
Le case cinematografiche lo avevano capito e sfruttavano questa sua qualità facendogli interpretare ruoli di personaggi che spopolavano nella letteratura epico storica che in quel periodo divenne popolare, come lo sceicco, il torero, il viveur.

Insomma, tutte le donne lo adoravano e vedevano in lui il simbolo della loro emancipazione.

Si può dire che è stato il primo prodotto di marketing del divismo cinematografico in cui si esaltava la bellezza maschile considerando che fino ad allora era stato appannaggio dei personaggi femminili.


Chi era Rodolfo Valentino

Rodolfo Valentino, il cui vero nome era Rodolfo Guglielmi, era un Italiano del Sud.

Nacque a Castellaneta nel 1895 da Giovanni Guglielmi, veterinario, e Gabriella Barbin, figlia di un ingegnere francese. A nove anni si trasferì a Taranto dove completò le scuole elementari.
Aveva undici anni quando il padre morì, così finì gli studi a Perugia nel Collegio degli orfani sanitari italiani.
Già qui mostrò la sua irrequietezza e fu radiato per indisciplina. Scartato dall'Accademia di Marina a Venezia, a diciassette  anni ottenne il diploma di agente rurale a Genova.

Non aveva nessuna intenzione di ritornare in Puglia e nel 1913 andò a Parigi dove imparò il tango.
Trovava l'Italia troppo piccola per lui e si imbarcò per raggiungere l'America.
Come tutti gli emigrati fece ogni tipo di lavoro per mantenersi, finché non fu notato da un regista e così cominciò la sua carriera di attore, interpretando film che lo resero famoso come "I quattro dell'Apocalisse", "I figlio dello sceicco" e "Sangue e arena".

Morì di peritonite e polmonite all'ospedale di New York. Il suo corpo fu trasferito a Hollywood e fu seppellito nel Memorial Park Cemetery.
Poiché la causa della sua morte non fu mai chiarita del tutto - non convinse nemmeno i parenti - nacquero varie leggende post mortem.

Nell'ex convento di S. Chiara di Castellaneta nel 2010, fu inaugurato il Museo a lui dedicato, in cui è documentata tutta la sua vita pubblica e privata.


Cosa fare a Castellaneta, il museo di Rodolfo Valentino
Il Museo di Rodolfo Valentino si trova nel centro storico di Castellaneta 



Cosa fare a Castellaneta, il museo di Rodolfo Valentino
Nel Museo è possibile ripercorrere la vita pubblica e privata di Rodolfo Valentino 


Nel museo sono esposti materiali fotografici e cinematografici, articoli di giornali dell'epoca, oggetti personali e oggetti che utilizzava sul set. È stata fatta una ricostruzione del set del film "Il figlio dello sceicco" e in una stanza si trova il letto matrimoniale della sua casa natia che è stato donato dalla famiglia Maldarizzi alla Fondazione del Museo.

Nella Sala del Grande Amatore è possibile visitare la mostra permanente realizzata con pannelli espositivi in cui viene esaltato il fascino travolgente dell'attore pugliese. In un'altra sala si proietta, invece, un film sulla sua vita.



Cosa vedere a Castellaneta, il museo di Rodolfo Valentino
Nel Museo è stata ricostruita la camera da letto della casa natia di Rodolfo Valentino

Una completa full immersion nella vita del nostro seduttore più famoso al mondo.
Sicuramente influenzò una intera - e più - generazione che continuò ad emulare il suo stile e la sua eleganza per molto tempo ancora. 

Mi preme precisare che il grande amatore Rodolfo Valentino non era un sempliciotto meridionale che voleva rifarsi una vita emigrando all'estero ma era un uomo colto, conosceva quattro lingue e amava l'Italia. 

Concludo questo post con una sua poesia e la testimonianza di un suo illustre collega. 
Vi consiglio anche di leggere l'esilarante versione semiseria sulla sua vita "Rodolfo Valentino, un autentico sciupafemmine. Ah no, era gay ", scritta da Francesca Pola autrice del blog La Ragazza Approssimativa 

ITALIA (a Caruso)

La terra è solo terra per i piedi,
per gli uomini che la calpestano.
Ma per l'anima che cerca la sua meta,
la terra è tutto ciò che conta.
Chi la chiama Casa, chi Cuore, chi Ricchezza.
Ma colui che ama il sole
la chiama Italia.



“La morte di Valentino è una delle più grandi tragedie che abbia mai colpito il mondo cinematografico. Come attore egli possedeva arte e distinzione. Come amico, riscuoteva affetto e ammirazione. Noi che apparteniamo all’arte cinematografica, con la sua morte perdiamo un carissimo amico e un compagno di grande valore”. Charlie Chaplin

N.B.Se qualcuno mi dovesse chiedere perché vedere il Museo di Rodolfo Valentino, risponderei  che, ebbene si, mi sono invaghita di lui😍. Provare per credere.

10 commenti:

  1. Davvero interessante! Sai che conoscevo Rodolfo Valentino solo di nome? Questi sono i post che piacciono a me... curiosi, mai banali, pieni di chicche. Brava!!

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    1. Alessandra mi fa piacere che ti piacciono. Cerco di fare del mio meglio. Grazie mille

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  2. Ma che interessante questo articolo, per me Rodolfo Valentino era solo un attore di cinema muto e un bel uomo (a quei tempi, ma non rientra nei miei gusti).Comunque leggendoti ho imparato tantissime cose, scoperto chi era questo uomo così affascinante. Complimenti per l'idea.

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    1. Grazie mille. Come ho detto all'inizio del post ci sono personaggi famosi ma per poco conosciuti e uno di questi era proprio Rodolfo Valentino.

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  3. Volevo andare a vederlo ma quello scalino nella foto mi ha fatto venire alcuni dubbi. Avranno una pedana per renderlo accessibile a me in sedia a rotelle?

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    1. Hai perfettamente ragione, quello scalino sembra insidioso. Non so dirti se ci sia un accesso per disabili. Chiederò ai responsabili.

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  4. Ahaha be', di sicuro era un bel ragazzotto. Effettivamente, noi donne iniziavamo a divertirci proprio a quell'epoca e posso comprendere il fascino che avesse su molte!

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    1. Secondo me, un personaggio del genere sarebbe finito al Grande Fratello ahah!

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  5. Sono stato a Castellaneta e non ho avuto il tempo per visitare il Museo, proverò in una mia prossima venuta, intanto Grazie per la possibilità di condividerlo, Ciao.

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    1. Grazie a te per la condivisione. Non so quando sei venuto a Castellaneta. Il Museo è stato inaugurato nel 2010.

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