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7 gennaio 2020

Massafra: cripte, chiese, affreschi e la pratica della colatura dei corpi


Non vedo l’ora di parlare di nuovo delle chiese e cripte rupestri di Massafra e della Terra delle Gravine
Ma ancor di più non vedo l’ora di raccontare un dettaglio che ho appreso durante il trekking urbano fatto con il dott. Giovanni Berardi, direttore tecnico dell’Ufficio di accoglienza turistica cittadino: la raccapricciante scoperta della tanatometamorfosi praticata a Massafra.

La civiltà rupestre si sviluppa in quella parte della Puglia che presenta formazioni rocciose che danno origine a grotte naturali e danno la possibilità di scavare agevolmente una pietra “morbida” per la realizzazione di rifugi e case.

La Terra delle Gravine è una di queste aree pugliesi che si è arricchita di artistici tesori rupestri, piccoli scrigni che racchiudono la loro storica attività religiosa e civile.
Quello che più mi colpisce è che alcuni siti rupestri si trovano oggi inglobati nel contesto urbano e convivono con esso. Con l’espansione della città, le nuove costruzioni moderne hanno circondato e, in qualche modo soffocato, i magnifici reperti archeologici.

La cripta bizantina di San Leonardo 

La prima tappa è dedicata alla cripta bizantina di San Leonardo. Fino agli anni '50 era circondata da alberi di ulivo, quindi, si trovava in aperta campagna, fuori Massafra. 

Se da una parte poteva essere una condizione favorevole perché non attaccata da fonti inquinanti, visto che è esposta all'aria, dall’altra era preda di vandalismo, tant’è che alcune parti, in particolar modo i visi delle figure sacre ritratte, sono state asportate.  

Inizialmente, sorse come tomba funeraria, poi, nel XIII fu adibita a chiesa. Oggi si può ammirare nell'abside l’affresco della Deesis e l’iconostasi che richiamano la cultura bizantina. L’altare distaccato dalla parete riporta invece alla tradizione greca. 


La Deesis, il Cristo centrale ha in mano un manoscritto su cui si legge Ego sum l'alfa e l'omega (Io sono l'inizio e la fine)

La cripta si trova sottoposta al livello stradale in via Frappietri e vi si accede da un cancello chiuso al pubblico. Quindi non è visitabile se non con una guida.

La cripta di Sant’Antonio Abate

La seconda tappa ci porta sulla trafficata via Messapia nel centro storico di Massafra.
Ferma davanti a un'anonima porticina in ferro, penso che non ci possa essere nulla di così interessante dietro. Mai sottovalutare. La porta conduce ad un inaspettato piccolo museo sotterraneo che conserva una serie di dipinti murari. 

Attraverso il lungo androne perpendicolare alla sovrastante via Vittorio Veneto, scendo ancora alcuni gradini, e lo splendido spettacolo che si presenta davanti ai miei occhi mi lascia sbalordita. È un’ampia sala le cui pareti sono un continuo di affreschi, anche questi non uniformemente conservati, il cui colore dominante è il rosso con le sue sfumature, sbiadito nel tempo.

Non per questo non si resta incantati a guardarli, immaginando come potessero essere se fossero stati ben conservati. Li osservo nei loro minimi particolari, occhi, mani, scritte, abiti cercando di scoprire simbologie e significati a me sconosciuti.


La parte della cripta di Sant'Antonio Abate in cui si celebrava il rito bizantino. 

L’ambiente unico contiene i segni distintivi di due diverse cerimonie liturgiche che si svolgevano all’interno, quella bizantina e quella latina ed è evidente che queste si svolgevano in due luoghi separati che poi sono stati uniti.

La stanza è priva di aperture verso l’esterno e si percepisce un’umidità pesante che rende difficile la conservazione del tesoro sotterraneo che merita una maggiore attenzione da parte degli enti preposti.  

La chiesa di San Toma e la tanatometamorfosi

Rimanendo nel centro storico, sono arrivata in via Fanelli, in quello che un tempo veniva chiamato rione dei Nobili, ora San Toma, in cui  sorge l’omonima chiesa risalente al XIV secolo e dedicata a San Tommaso. 

Queste non sono chiese grandi con colonne, capitelli, stucchi, decorazioni barocche, ma semplici e piccoli luoghi di culto, in questo caso impreziosito da una tela in cui è raffigurato San Tommaso incredulo vicino a Gesù Cristo, posta sopra l’altare. 

Nonostante ciò, qui si ritrova un particolare che rende la visita unica e sorprendente.

La pratica della tanatometamorfosi

Come dicevo, a prima vista, la chiesa di San Toma potrebbe apparire poco interessante se non fosse per una scaletta laterale che porta nella zona sottostante. Era una vecchia camera funeraria, e si racconta che quando fu scoperta il pavimento era ricoperto di ossa e teschi umani. 

La grata per la colatura orizzontale. I morti venivano sistemati per la pratica di mummificazione.

Una vista macabra agli occhi di chi l’ha vista per la prima volta (pare fosse una donna che lanciò un urlo disumano e io, che non mi ci vedo proprio nei panni di Marion Ravenwood, non avrei voluto trovarmi al suo posto). 

Continuando la visita, oltre alle tombe, lateralmente alla stanza si trova una griglia fatta di pietra e sotto di essa una camera con alcune ossa. 

Bene, qui, si praticava la tanatometamorfosi, una sorta di mummificazione dei corpi. I cadaveri venivano sistemati sulla grata orizzontale e lasciato colare. Il corpo grazie ad una particolare temperatura e umidità perdeva i liquidi, mentre la carne assumeva un colore come il cuoio e cominciava ad aderire alle ossa.  Una volta “asciugato” il corpo, le ossa si raccoglievano negli ossari più piccoli.

Non c'è da meravigliarsi troppo perché la tanatometamorfosi era una pratica funeraria praticata in tutto il Regno delle Due Sicilie ed è stata vietata agli inizi del XX secolo per motivi igienici.


L'itinerario che ho descritto si fa a piedi agevolmente e comprende solo una parte dei siti rupestri che è possibile visitare nel complesso urbano di Massafra. La maggior parte è situata nelle vicinanze delle gravine che attraversano la città. 

Lo considero un grande e fragile patrimonio storico artistico e necessita di una specifica attenzione per la sua conservazione.


*supplied by Info Point Massafra per Puglia Promozione

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