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sabato 9 giugno 2018

Calabria, da Castrovillari a Morano Calabro per il Cammino a passo lento

Vista dal castello di Morano Calabro


La Calabria non confina con la Puglia. Lo impariamo già da piccoli quando alla scuola elementare studiamo la geografia dell'Italia.

Le due regioni sono divide da 40 chilometri di costa ionica della Basilicata, così pochi che quasi non ti accorgi di attraversare mentre si percorre la statale 106 che ti obbliga a rallentare quando si entra nel territorio calabrese.

Mi sembra una strategia fatta ad arte per costringerti ad ammirare le bellezze che mano a mano ti vengono incontro a darti il benvenuto.
Un contrasto di colori e di paesaggi: sulla sinistra, il blu del mar Jonio, sulla destra le verdi montagne che si avvicinano sempre più.
È il gruppo montuoso del Pollino, quella parte degli Appennini che segnano il confine naturale tra la Calabria e la Basilicata e che oggi contiene la più estesa area protetta d'Italia, il Parco  Nazionale del Pollino.

Mi dirigo proprio lì, per raccontarvi un itinerario di turismo responsabile ed esperienziale, che viene promosso dall'associazione Terre&Tour di Castrovillari con l'obiettivo di valorizzare il territorio ed esaltare le identità locali.



In Calabria: da Castrovillari a Morano Calabro, una pista ciclopedonale nel mezzo del Parco Nazionale del Pollino.



CASTROVILLARI

La storia di Castrovillari è racchiusa nel suo nome che ci riporta al periodo dei romani, Castrum Villarum, Fortezze delle Ville (romane).

Il Castello Aragonese nel centro storico ci riporta invece a Ferdinando I d'Aragona che, nel 1450 circa, lo fece edificare per proteggersi soprattutto dalla congiura dei Baroni di Castrovillari che gli erano ostili.
La struttura a forma quandragolare ha quattro torri angolari cilindriche. 
La torre più alta, il cosiddetto mastio o maschio, è nota come la Torre dell'Infame a cui si arriva attraverso cunicoli bui e tetri e dove i briganti prigionieri venivano rinchiusi subendo delle terribili punizioni.

Castrovillari  torre del Castello Aragonese

Per fortuna oggi la Torre dell'Infame è conosciuta come un'osteria tipica che si trova proprio di fronte al Castello dove la tortura più grande che ho potuto subire è smettere di mangiare le prelibatezze locali.

Continuando nel centro storico si arriva al Protoconvento Francescano, il primo convento costruito in Calabria ad opera del discepolo di San Francesco, il Beato Pietro Cathin.
Il gioiello architettonico del 1200, di proprietà comunale, ristrutturato e restituito alla città, è ora sede del Museo Civico Archeologico, della Pinacoteca Comunale e del Teatro Sybaris, quest'ultimo conosciuto a livello nazionale per la rassegna teatrale Primavera dei Teatri.

Ma quello che si può godere in queste zone sono le meravigliose viste panoramiche e Castrovillari non si sottrae a tali benefici.






Ed ora mi avvio verso Morano Calabro percorrendo la geopista ricavata da una vecchia tratta ferroviaria in disuso che collegava Lagonegro a Spezzano Albanese, passando appunto per Morano Calabro e Castrovillari.


IL CAMMINO A PASSO LENTO

La mia attesa finisce.
Aspettavo questo momento con una insolita tranquilla impazienza dovuta all'accattivante titolo del tour.

"Cammino a passo lento"

Lento è una parola che si adatta al mio modus vivendi, io ho i miei tempi che non combaciano con lo stile di vita frenetico della società. 
Io rallento. Sempre.

In una bella giornata di sole, mi accingo a percorrere circa sette chilometri di passeggiata immersa nel verde e a respirare a pieni polmoni l'aria pulita in compagnia del silenzio interrotto piacevolmente dai suoni della natura  e, a tratti, da un leggero vento che mi passa tra i capelli dandomi un po' di sollievo.






Mentre cammino mi guardo intorno, sono circondata dalle montagne del Pollino. Non smetto di riempire i miei occhi di questo splendido quadro naturale che si para davanti a me, dolce e ospitale.

In questo luogo si perde il senso del tempo, che passa lento, ed io voglio perdermi perché qui mi sento a casa.

Il profilo di uno 100 Borghi più belli d'Italia mi anticipa che sono alla fine dell'itinerario e la piccola fatica viene ripagata dalla vista spettacolare su Morano Calabro.



MORANO CALABRO

Come dicevo Morano Calabro è considerato uno dei 100 Borghi più belli d'Italia, incastonato nel fianco di un colle a circa 690 m s.l.m. come una pietra preziosa.

La particolarità di questo piccolo centro è la sistemazione urbana delle case costruite andando verso l'alto del versante montuoso e così vicine tra loro da formare quasi un continuo.

Da lontano spiccano le piccole macchie scure delle finestre che,  come tanti occhi, sembrano scrutare la vallata sottostante in cui scorre il fiume Coscile. 

La sera, al calar del sole, si illuminano creando uno scenario unico e fiabesco nel buio delle alte vette  circostanti.

Io ne sono rimasta incantata. 

Morano Calabro è stata un statio, un posto in cui sostava chi percorreva la via consolare che da Capua raggiungeva Reggio. 
In cima al colle, i resti del Castello di epoca medioevale si incastrano nelle più antiche case del borgo.  
Ma di questo parlerò più dettagliatamente in un prossimo post.


Castello di Morano Calabro


Per questa esperienza non posso far altro che ringraziare Francesca Milione, la presidente dell'associazione Terre&Tour e autrice del blog Viaggi del Milione, che mi ha invitato a trascorrere un weekend con lei e gli altri soci, affinché potessi percepire direttamente le emozioni che questa meravigliosa terra suscita. 

È un progetto di promozione territoriale che Francesca sta portando avanti da tre anni con passione e ogni anno invita alcune blogger a vivere l'esperienza diretta, come è successo anche a Maria Rita Aloi, calabrese doc, che prima di me ha scritto questo post sul Cammino a passo lento.

E allora che ne dici di questo itinerario? 



2 commenti:

  1. Sai che non sapevo che Morano Calabro fosse stata ricavata da un'antica ferrovia in disuso?

    Tutte le volte che sono venuta in Calabria, è stato per raggiungere luoghi di mare: facevo tappa tra Crotone e Le Castella. L'unica zona montana che conosco è la Sila, dove mi recavo la domenica.

    Buono a sapersi di un'altra zona davvero interessante da conoscere!

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    Risposte
    1. Non è Morano Calabro ad essere stata ricavata da una antica ferrovia in disuso. La ferrovia in disuso è diventata una pista ciclopedonale. Morano era in tempi antichi un posto in cui si sostava quando da Capua si doveva raggiungere Reggio Calabria.

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