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martedì 6 marzo 2018

Viaggiare nel 1980, come sono cambiati i tempi


il mio viaggio del 1980

1980, il mio primo viaggio da sola 


Come si viaggiava negli anni '90 è stato il tema che le blogger del gruppo facebook Travel blogger italiane hanno condiviso nel mese di febbraio, raccontando ognuna la propria esperienza personale. 

Ho letto tutti i post che mi hanno catapultato indietro di circa 30 anni, riportando alla memoria i ricordi finiti nel dimenticatoio e - come tanti pezzi che si erano staccati -  sono  andati a ricomporre il  puzzle del  "Come eravamo".

Sorprese, emozioni, sensazioni nostalgiche, sorrisi malinconici dei bei tempi passati. 
Senza contare tutti gli "è vero!!!" che mi sono usciti.
Un po' come il "Noi che.." di Carlo Conti.

Poi, per caso, mi sono imbattuta nel post di Maria Letizia Colacchia del blog 7cc9 che parlava degli anni 80 e lì, sbaaamm, mi si è aperta di colpo una porta chiusa da un tempo immemorabile di quella casa abbandonata, buia, invasa da ragnatele che è la memoria passata.
Tanti, tantissimi anni sono passati dal quel 1980 quando feci il mio primo viaggio da sola con il mio boyfriend dell'epoca.

Ora, dovete sapere, che i miei genitori, o meglio mia mamma, non aveva il benché minimo dubbio che io, unica figlia femmina, potessi andare fuori di casa SOLA per tanto tempo.
Quindi, secondo lei, non glielo dovevo nemmeno chiedere. 
Maaaaa, c'è sempre un ma! Conoscevo il suo punto debole.

Lei era così orgogliosa che stessi prendendo il diploma di maturità scientifica che quell'anno le strappai la promessa: appena finiti gli esami, pronti, partenza e via.

22 luglio 1980: esami di maturità. 
Partenza il giorno dopo, destinazione Trieste. 
Rientro 4 agosto 1980. 
Ero al settimo cielo. 12 giorni di pura libertà.

Perché Trieste?

Perché negli anni 80 non si viaggiava se non avevi un punto d'appoggio per dormire, tra parenti e amici. E a Monfalcone c'era lo zio di lui.
E poi perché, mica potevo dormire in albergo sola con lui! Non sia mai, "cosa devono dire le persone"(diceva mia madre).  Ecco, quest'ultima frase è stato il tormentone della mia vita in famiglia.

La preparazione della valigia fu velocissima. Ma voi ci credete che non avevo una valigia? Mi prestarono una valigia simile ad un borsone di oggi. Però, allora, si usava il beautycase rigidissimo ed io quello ce l'avevo. 

Non dicemmo a nessuno che dovevo partire da sola ma con un viaggio organizzato con gli amici.
"Mi raccomando quando fai le foto, fai vedere che ci sono anche gli amici, altrimenti che devono dire le persone"
Figuratevi l'imbarazzo di chiedere agli altri se potevamo farci una foto tutti insieme. 

Un lungo viaggio da Taranto a Trieste in treno, un rapido delle FS, ricordo che pagammo il biglietto intorno alle 15.000 lire. 
Non era concepibile per noi un viaggio in aereo che poteva costare più di uno stipendio mensile. Oltretutto a giugno di quell'anno ci fu la tragedia di Ustica e la paura era tanta. 


Viaggio in treno delle ferrovie dello stato nel1980

Immaginatevi che strazio all'epoca fare 1000 km, non che oggi sia meno faticoso. Il treno faceva una lunga sosta a Bologna per lo scambio di vagoni e noi dovevamo proseguire verso Venezia.
Siccome il tragitto era lungo, decidemmo di fare una sosta a Pescara, ospiti del fratello di lui. 

Comunicare non era semplice come oggi. Niente messaggio whatapp, niente selfie per dimostrare che eravamo ancora vivi e tutti interi.
Una volta a destinazione, per dare segni di vita, dovevamo  procurarci i gettoni che nel 1980 costavano 100 lire (quell'anno il loro costo era raddoppiato) e andare alla ricerca di una cabina telefonica che si poteva trovare in vari punti della città.  

Dicevo niente selfie, solo fotografie scattate con la macchina fotografica in cui si dovevano mettere i rullini con la pellicola facendo attenzione ad incastrarla bene negli ingranaggi e a non far prendere luce, altrimenti le foto ce le potevamo scordare.  
Appassionato di fotografia, il mio lui, aveva una Canon forse professionale, comunque molto meglio della nostra Ferrania presa con i punti dei detersivi
Non stupitevi, era normale in quel periodo.
Ci volevano tanti punti e mia mamma per averla subito comprava tanto detersivo che poi non sapevamo deve mettere.  



Un viaggio per me memorabile, Trieste, Gorizia, Venezia, Grado. Ogni giorno una città, chilometri a piedi per girarle e mai stanchi. 

I souvenir erano d'obbligo, così come le cartoline:"Qui è tutto bello, non vogliamo tornare più. Tanti saluti da...". 
Effettivamente non volevamo tornare più. Il 2 Agosto era il giorno della partenza. Ci dovevamo fermare a San Benedetto del Tronto e a Fermo per andare a trovare degli amici.... di lui, ovviamente!  
Ma rimandammo di un giorno. 

2 Agosto 1980. Ricordate? La strage alla stazione di Bologna. Restammo senza parole e sbigottiti per lo scampato pericolo, non sapevamo più a chi dovevamo ringraziare. . 

E le foto con gli amici? 
Non avevamo uno straccio di foto della "gita organizzata con amici" da mostrare al ritorno e dovevamo rimediare a San Benedetto. E quale posto migliore del mare? Ed ecco le prove, mamma accontentata. 


il mio viaggio nel 1980 San benedetto del tronto

Poi cambiano i tempi, cambia il modo di pensare, il modo di viaggiare, il modo di comunicare.

A vent'anni sognavo posti esotici dopo aver visto il film Laguna Blu. Piangevo seguendo le storie di Candy Candy e Remì. 
Ero innamorata di Richard Gere di American gigolò. Mi emozionavo con la canzone Quanno chiove di Pino Daniele e Little Jeannie di Elton John. 
Ascoltavo fino allo sfinimento Albachiara di Vasco Rossi. 

Ho amato tanto quel viaggio. Quanto era bello sparire nel nulla, vivere e assaporare l'ebbrezza della libertà, quella libertà che da allora  ho voluto tenere stretta. 

Nonostante la soddisfazione del diploma e la mia felicità per il viaggio, purtroppo il 1980 è stato un anno tragico difficile. Dopo le due stragi di Ustica e di Bologna, a novembre ci fu il devastante terremoto dell'Irpinia.

Dopotutto, io volevo solo fare un viaggio😧



6 commenti:

  1. Io nel 1980 sono nata, ma fino a tutti gli anni '90 i viaggi non erano poi così diversi da questo che racconti tu e da quelli che facevano i miei genitori da fidanzati negli anni '70. Lo sai che adesso, quando penso che uscivamo di casa e i genitori ci sentivano solo all'arrivo mi sembra fantascienza. Che poi all'estero non era così facile trovare gettoni e telefoni pubblici, e la telefonata arrivava quando e se possibile. Eravamo più liberi, però.

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    1. Si, effettivamente eravamo più liberi. La nostra vita era più semplice e per questo, forse, i nostri genitori era tranquilli. Potevamo sparire interi pomeriggi senza che loro si preoccupassero.

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  2. Ma che bel racconto Maria! E che bella eri! Eri non nel senso che tu non lo sia più... Mi hai fatto ridere in vari, tipo per le frasi fatte delle cartoline e per i punti del detersivo 😂 Che nostalgia (io sono nata nel '78)

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    1. Grazie Roberta. Per me sono stati anni indimenticabili e ricordarli mi fa tenerezza. Certo ora fanno ridere alcune situazioni ma ti assicuro che non era facile la vita al sud per noi donne.

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  3. Belle le sensazioni che trasmetti, sembra che questo viaggio sia avvenuto l'altroieri! Sapere della strage di Bologna dev'essere stato terribile, soprattutto al pensiero che avreste potuto esserci voi in quel momento...

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  4. Ma no, la macchinetta fotografica con i punti del detersivo, fantastica :D che bello questo racconto, mi ha catapultato direttamente in un passato che non ho mai vissuto (sono nata nei primi anni '90), davvero interessante :) mi piacerebbe leggere altri viaggi targati anni '80!

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