2008253882785638

giovedì 20 aprile 2017

Martina Franca: Old City Tour



Posso dire che, dopo Taranto, mia città natale e Massafra, città che mi ha adottato, Martina Franca è la terza cittadina che frequento abitualmente, sia per motivi affettivi che lavorativi, diventandomi abbastanza familiare. 


Martina Franca non è un piccolo centro ma si sviluppa su un territorio esteso confinante con la provincia di Bari e Brindisi.

Non posso negare che si può restare affascinati dalla bellezza baroccheggiante del suo centro storico e dalle estese campagne che la circondano ricche di macchia mediterranea con ulivi, mandorli, fragni e lecci, dai quali spiccano i coni dei trulli sparsi per l'intera valle, nei quali trascorrere le caldi estati e godere del fresco che cala la sera. 

Per questi motivi, a mio parere, si merita il titolo di reginetta della Valle d'Itria sbaragliando le sue due temutissime concorrenti, Locorotondo e Cisternino, che pur assumono l'ambito ruolo di damigelle d'onore. 

Da Taranto si arriva a Martina Franca procedendo verso nord, percorrendo la strada statale 172 per ventisette chilometri e risalendo la Murgia sud orientale.  
Con i suoi 431 m di altezza sul livello del mare, Martina Franca domina la splendida valle che si popola soprattutto nella stagione estiva. 

Affacciandosi da una delle tante balconate della città, come quella di via Bellini, si ha immediatamente l'idea di quanto sia magnifico il panorama e da qui si può immaginare come fossero gli orti medievali, appena fuori le mura della città. 




Si trova in quella parte della provincia di Taranto che io chiamo Cuore di Puglia, il luogo in cui soggiornare e da cui partire per raggiungere le tante località più conosciute e assolutamente da visitare che si trovano nei dintorni, come Alberobello, Matera, Polignano a Mare, Monopoli, Lecce, Gallipoli.


Un tour nella città vecchia di Martina Franca

Per chi arriva a Martina Franca, il centro storico è una tappa d'obbligo. 

È un centro storico racchiuso da mura e torri di difesa dalle cui porte è possibile accedere al suo interno: la Porta di San Francesco, la Porta Stracciata, la Porta del Carmine e l'Arco di Santo Stefano.


Porta di Santo Stefano nel centro storico di Martina Franca


Questo è il punto iniziale che porta nella strada centrale principale che i martinesi chiamano "minz u ring" e arriva fino alla Basilica di San Martino e a Piazza Maria Immacolata. 

L'ho fatta tantissime volte in ogni periodo dell'anno, a qualunque ora, e vi assicuro che quando non è affollata di gente si può beneficiare dell'atmosfera ovattata che crea il silenzio in cui il centro storico si immerge.

Per questo motivo, quando le strade sono affollatissime e non si può camminare, cerco delle alternative.


Girare nel centro storico di Martina Franca, credetemi, non è facile.

É possibile perdere l'orientamento se ci si inoltra all'interno in un vicolo che sbuca in un altro vicolo che sbuca in uno slargo che sbuca in  una stradina che sbuca nel primo vicolo. 

Da sola non ce la posso fare!!!!




Dall'alto il centro storico sembra un ammasso di case, una sopra l'altra senza un senso logico urbanistico che possa dare una indicazione precisa di orientamento.

Non è squadrata, non è concentrica, non è a raggiera


Mi ritengo a questo punto fortunata perché ho Simone, martinese doc che mi fa da guida personale (anche se, per un caso fortuito, lui è nato a Locorotondo e guai a ricordarglielo!) che non aspetta altro che sfoggiare la sua conoscenza del suo caro centro storico in cui si muove con molta disinvoltura e di cui ne va orgogliosissimo.

E non posso certo dargli torto.

Nel lungo girovagare ho potuto scattare alcune foto che rappresentano il vero volto del borgo antico, lontano dal vociare intenso che si sente in quelle giornate un po' più critiche, come il sabato e la domenica, quando è invasa dai turisti e visitatori.








Angoli che nascondono delle vere e proprie opere d'arte. 

Scorci accoglienti che racchiudono  il vivere i tempi antichi, il vivere quotidiano, il vivere nella quiete,. 
Sembra deserta ma non è così.

Dietro quel susseguirsi di porte colorate, di finestre, adornate di tendine di pizzo, di balconcini e scalinate abbellite da piante verdi e fiorite, vive ancora la gente che anima ogni giorno questo meraviglioso quartiere.









Al contrario, un fiume di gente percorre le vie e le piazze centrali. 

Un serpentone lento, concentrato soprattutto in "minz u ring", che si sposta nei due sensi, andata e ritorno. 

Un'abitudine che da noi si chiama struscio.

In alcuni tratti, a volte si fa fatica anche a camminare. 
Allora è preferibile fermarsi a prendere un gelato artigianale o un panzerotto, mi raccomando rigorosamente fritto.

Se ti trovi a girare per i vicoli, vai a trovare il vicolo più stretto. 
Qui io mi sono assottigliata - forse ho creduto di farlo con pancia in dentro e petto in fuori- per poter passare.

Vai anche tu, ti accorgerai se sei abbastanza magro da passarci senza problemi.


Cosa vedere nel tour del centro storico di Martina Franca

Oltre a passeggiare e scoprire gli angoli più nascosti, il centro storico è ricco di chiese e palazzi nobiliari che la rendono preziosa. 



La Basilica di San Martino si presenta agli occhi dei visitatori con una imponenza da lasciare stupiti. 

La facciata anteriore, in stile rococò, ricca di statue e ornamenti, si alza per 37 metri e rappresenta la vera bellezza di questa chiesa costruita nella metà del 1700 in onore di San Martino di Tours sulla precedente chiesa romanica. 

Poco distante dalla basilica si trova la Chiesa di San Domenico, eretta nello stesso periodo di San Martino sulla precedente chiesa medievale che era dedicata a San Pietro Martire. 

Anche la sua facciata rispecchia il barocco martinese che è molto vicino a quello leccese, un trionfo di statue, ornamenti e fregi. 


Se pensi che Martina Franca sia un luogo interessante da visitare, fallo sapere anche ai tuoi amici condividendo questo post con loro.




sabato 8 aprile 2017

Riti della Settimana Santa: Taranto, Massafra e Mottola

C'era un detto dialettale  a Taranto che spesso sentivo dire, ne conoscevo il significato ma non sapevo da cosa avesse origine.
"L' ha menate gnore"
La traduzione letterale è "l'ha buttata nera"
Ancora oggi si usa dire questa frase per indicare un giudizio avverso su qualcuno o qualcosa.

Ho scoperto in seguito che questa frase è legata ai riti religiosi della Settimana Santa che ogni anno puntualmente si svolgono a Taranto e più precisamente alla donazione di due statue da parte del nobile tarantino Francesco Antonio Calò alla Confraternita Maria SS. del Carmine nel 1765. il Cristo morto e l'Addolorata. 



Allo stesso tempo,