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domenica 10 marzo 2019

Fare hiking sull'estrema dorsale del Raganello

Escursione a Civita sull'estrema dorsale del Raganello

Sai cos'è l'hiking? Magari, proprio tu che mi stai leggendo lo sai.
Ci sono altri, e in questi altri ci sono anche io, che invece non lo sanno. O meglio, io non lo sapevo fino a che in un programma di un tour, tra le attività da fare, c'era anche l'hiking.

mercoledì 27 febbraio 2019

Janet Ross, la viaggiatrice dell'800 che amava la Puglia

Storie di viaggi di Aroundme blog

Festa della donna? Dipende. Io no, grazie.

Per ricordare che siamo donne e, oltre le tette e il culo c'è di più (ops!), vorrei parlarti di una donna che più volte ho citato nei miei post senza darle una vera e precisa identità.

Una donna, il cui nome ho incrociato durante le mie gite fuori porta a Massafra, girovagando per il territorio di Taranto, e che mi ha affascinato dal primo momento.

Si tratta di Janet Ross.
Ti sarai chiesto chi è questa donna e perché mi ha conquistato tanto da citarla nei miei articoli.


Janet Ross, la viaggiatrice che fece un tour in Puglia


Ebbene, lei era una viaggiatrice e alla fine dell'800 decise di intraprendere un viaggio nel sud Italia.
Certo, bisognava appartenere ad una famiglia nobile, facoltosa o influente ed essere colti per affrontare viaggi lunghi ed estenuanti. E lei lo era.

Si viaggiava in treno, lì dove c'erano già le strade ferrate, oppure con le carrozze su strade poco sicure e polverose. Per questo ultimo motivo si consigliava di viaggiare con bauli e valigie di pelle o cuoio, per evitare che si impolverassero gli abiti e gli effetti personali.

Il tempo che ci mettevano per coprire una distanza non era certamente così veloce come ai tempi nostri. Anzi, il tempo era un accessorio extra. Era certa la partenza ma non l'arrivo.

La temeraria Janet arrivò in Puglia nella primavera del 1888. armata di taccuino in cui annotava appunti, aneddoti, racconti, superstizioni, tradizioni, documentazioni storiche, arricchiti dai disegni di Carlo Orsi.

Storie di viaggi di Around me blog di Maria Millarte

La sua scelta fu molto coraggiosa se si pensa che, con la nascita del Regno d'Italia, si formarono bande pericolose, in opposizione al nuovo stato sociale, che assaltavano diligenze e treni.

Cosa spinse Janet Ross ad avventurarsi in un viaggio così rischioso nel mezzogiorno d'Italia?

La scrittrice era un'appassionata di storia e arte medievale e il suo intento era quello di ricercare iscrizioni tombali.
Nello stesso tempo, aveva un animo avventuroso, amava esplorare con curiosità mondi diversi e sicuramente era una donna emancipata e forte per quell'epoca.

A noi donne il coraggio non è mai mancato!


All'età di diciotto anni conosceva il francese e il tedesco e quando sposo il marito andò in Egitto dove lui lavorava. Dopo varie vicissitudini si trasferì in Toscana. Aveva solo venticinque anni.

Storie di viaggi di Around me blog
Janet Ross

Janet voleva far conoscere la grandiosità della terra di Puglia: la terra del bel Manfredi, il principe di Taranto, figlio naturale dell'Imperatore Federico II.

Affascinata dalle gesta dei due svevi, la viaggiatrice inglese fece coincidere le sue tappe nei luoghi in cui si ritrovavano tracce, elementi e azioni riconducibili a Manfredi e a suo padre Federico II.
Si spostò da Trani a Bari, da Lecce a Otranto, da Oria a Taranto concludendo il viaggio a Benevento, dove Manfredì morì in battaglia.

A Taranto arrivò durante il periodo della Settimana Santa, partecipò alle processioni descrivendole nel suo taccuino.
In queste occasioni fu ospitata dal Senatore di Manduria Giacomo Lacaita, che Janet chiamava Sir James, nella sua residenza estiva a Statte, la villa di Leucaspide.
Pare che il dolmen di S. Giovanni di Statte sia stato scoperto proprio da lei, mentre faceva una escursione.

Storie di viaggi di Around me blog di Maria Millarte - il dolmen
Il dolmen che si trova nel parco archeologico S. Giovanni di Statte (Ta)
Da questa esperienza in Puglia, Janet scrisse il libro The land of Manfred, prince of Tarentum che contiene disegni, illustrazioni e racconti vissuti sul posto.

Volendo riportare ai nostri giorni il suo lavoro di viaggiatrice, si potrebbe considerare Janet Ross una vera pioniera del blogging su carta.
È una delle pochissime donne di quell'epoca che viaggiava spinta dalla passione e dal desiderio di conoscere posti nuovi che poi, da giornalista, avrebbe raccontato ai suoi conterranei.

Se non hai letto i post in cui parlo di lei ecco i link


Considerazioni 

Quando mi paragono a lei, lo faccio senza presunzione e solo perché mi sarebbe piaciuto tanto essere come lei, con pizzico di istinto avventuroso in più e con la possibilità di scoprire ed esplorare territori ancora sconosciuti.
Cosa impossibile ai giorni nostri perché ho l'impressione che non ci siano più posti da scoprire nel mondo, se non proprio luoghi di difficile accesso e impossibili per la vita umana.

Basti pensare a Ilha da Queimada Grande, un'isola del Brasile popolata da una miriade di serpenti velenosissimi o al Lago Karachay in Russia che ha un grado di radioattività così alto che può uccidere in un ora.
Per trovare posti inesplorati dovrei pensare a fare il cavediving e andare alla scoperta delle profonde cave sottomarine oppure dedicarmi al meraviglioso mondo nascosto delle impenetrabili grotte.
La posso considerare una missione impossibile.

Se è vero, però che tutto è stato scoperto, c'è ancora qualcosa che può distinguere ognuno di noi nel raccontare ciò che visita quando viaggia.

È vedere con occhi diversi ciò che abbiamo davanti descrivendo le emozioni che proviamo e le percezioni che i nostri sensi ricevono dall'esterno, dai colori, dai suoni, dagli odori, dai piccoli particolari.
E, infine, mettendo nei nostri racconti quella bellezza che fa vibrare la nostra anima e che tocca il nostro cuore, ché è sempre una ricompensa.

"Cara Janet, te lo dico francamente, tu sì che sei stata fortunata."


sabato 16 febbraio 2019

Cosenza, la città dei due fiumi e dei sette colli

Cosa fare a Cosenza in un giorno
Cosenza 

Cosenza non era nella mia lista delle città italiane da visitare e quando Simone mi ha detto che aveva prenotato lì per un weekend sono rimasta perplessa.
Chi mai sceglierebbe Cosenza come meta per un weekend?

Ma eccomi invece qui a raccontarti quali sono le bellezze che un turista o un viaggiatore in visita per un giorno (ma sappi che un giorno non basta) può scoprire nella città dei Bruzi che, a dir la verità, non mi ha deluso affatto. 


Cosa vedere a Cosenza: Cosenza Vecchia.

Due fiumi e sette colli, proprio come Roma, fanno di questa antica città della Calabria la caratteristica principale e le danno una connotazione diversa dalle altre città di questa regione.

I due fiumi, il Busento e il Crati, dividono la parte più vecchia da quella moderna e nel punto di confluenza dei due, dal ponte Alarico, si può ammirare Cosenza vecchia costruita sul colle Pancrazio, sulla cui sommità si trova il Castello Svevo Normanno

Il ponte Alarico di Cosenza
Vista dal ponte Alarico su Cosenza Vecchia e il punto di confluenza dei fiumi Crati e Busento 

Ho trovato Cosenza vecchia, quella nella parte bassa verso il fiume, molto decadente e abbandonata.
Eppure, avrebbe tanto da mostrare con le suoi vicoli intrecciati, le case medievali e gli antichi palazzi, le botteghe di artigianato e i locali storici, come il Gran Caffè della famiglia Renzelli.

Corso Telesio è la via principale del centro storico che porta alla Cattedrale di Santa Maria Assunta in cui è custodita l'immagine della Vergine del Pilerio, la Madonna che allatta, e sede della tomba di Isabella d'Aragona.

Il Duomo di Cosenza nel centro storico
Il Duomo di Cosenza risalente al XIII secolo nel centro storico

Proseguendo sul corso, Cosenza vecchia cambia volto.
Si arriva nella parte più alta, in piazza XV Marzo, dove si presenta elegante e curata con il Teatro Alfonso Rendano, il Palazzo del Governo, la Biblioteca civica e il palazzo dell'Accademia cosentina, mentre la Villa Vecchia, ricca di verde e fontane, le da un ampio respiro.

Al centro della piazza la statua del filosofo Bernardino Telesio e quasi all'ingresso della villa il monumento Italia Libera, dedicata agli eroi caduti nello scontro avvenuto il 15 marzo del 1844, nel periodo risorgimentale.

I due volti del centro storico mi ricordano le classiche divisioni di ceto in uno schema a piramide dove la parte nobile si pone al vertice e quella delle classi sociali più basse alla base.
Dalla piazza si scorge il Castello.


Cosa vedere a Cosenza in un giorno
La piazza xv Marzo in cui è posta al centro la statua del filosofo Berardino Telesio
Cosa vedere a Cosenza: la Casa delle Culture

Pur essendo un sabato pomeriggio presto, il portone della Casa delle Culture è aperto. 
Sono abituata al silenzio e al deserto della controra del Sud e mi meraviglia che ci sia qualcuno a tenere aperto quella che era la sede del Comune, ora trasformata in un museo in cui si racconta la vita, gli usi e costumi dei primi del Novecento.

Mi viene incontro Antonio, anche lui incredulo che due persone sono entrate a quell'ora nella Casa. Con aria orgogliosa mi fa da cicerone e mi introduce nelle sale dove si respira un'atmosfera che subito mi trasporta nella storia del romanzo di Giuseppe Tommaso di Lampedusa, Il Gattopardo.

Lentamente mi aggiro nelle stanze sfiorando i ricchi abiti delle nobildonne, ammirando i candidi corredi di pizzo e trine, sorprendendomi degli antichi arredi e suppellettili in legno.


Cosa vedere a Cosenza in un giorno
I preziosi ed eleganti abiti delle donne di famiglia nobile di Cosenza

Cosa vedere a Cosenza in un giono
Un carrozzino dei primi del '900 che mi ha fatto tanto tenerezza 

Le pareti delle stanze sono ricoperte di foto che ritraggono i personaggi e le nobili famiglie di quel tempo, come la famiglia Bilotti che ancora oggi fa parlare di sé, che hanno dato lustro e hanno fatto la storia di Cosenza nel periodo più recente.

Premetto che amo tutto ciò che è moderno e innovativo ma quando mi tuffo nel passato sento che le emozioni si fanno più intense.
Mi restano impressi i volti seri, i particolari degli abiti elaborati e ricchi di balze e sbuffi, le pose impostate e impettite. Foto d'altri tempi.


Se da una parte Cosenza vecchia mi stupisce, dall'altra c'è una Cosenza moderna che è davvero una novità originale nel suo genere.

Cosa vedere a Cosenza: il MAB, Museo Bilotti all'aperto

Come ti dicevo la nobile famiglia Bilotti fa ancora parlare di sé e resterà nota nel tempo per il museo che i cosentini hanno voluto dedicare al loro mecenate.
Un museo che ospita le opere d'arte donate da Carlo Bilotti, sparse in quello che è il salotto di Cosenza.

Corso Mazzini è diventato un contenitore d'arte all'aperto, lo chiamerei anche museo diffuso.
Non posso che dire, ancora una volta, che sono sbalordita.
Cammino lungo la via soffermandomi su ogni statua, senza fretta, non ci sono orari per le visite e nessuno ti sorveglia, nonostante siano opere di pregio scolpite da artisti famosi.

Io te ne mostro solo due perché è una mostra che non puoi perdere. Non voglio toglierti la sorpresa.

Cosa vedere a Cosenza in un giorno
Lo stile riconoscibile dell'artista scultore Modigliani

Cosa vedere a Cosenza in un giorno
L'opera di De Chirico che rappresenta intitolata I due Archeologi

La prima foto in alto è un'opera di Modigliani, la seconda che rappresenta gli Archeologi, è un'opera di De Chirico.

Non trovi che sia davvero interessante e rilassante una visita culturale fatta in questo modo, mentre si passeggia dando un'occhiata alle vetrine e una alle bellezze artistiche sparse lungo il corso pedonale?

È certo che Cosenza ha un patrimonio artistico- storico, culturale e paesaggistico di grande rilievo tanto da essere stata nominata nel 2008 Città d'Arte.
A mio parere, è poco valorizzata ma il fermento culturale si tocca con mano attraverso le nuove attività e strutture che si stanno realizzando, non ultimo il ponte di Calatrava, inaugurato a gennaio.


Lo studio e il progetto del Ponte di Calatrava, il famoso architetto spagnolo
Un ottimo esempio di riqualificazione urbana, moderna e futuristica, che porterà alla eliminazione dell'indecoroso campo nomade. 

Cosa vedere a Cosenza in un giorno?
A questo punto dico poco, nonostante i dodici chilometri a piedi che non mi aspettavo di fare e che mi hanno fatto ricredere su una città che, personalmente, come ho detto all'inizio, non avrei scelto come meta. 

C'è altro da vedere? 
Si, moltissimo e mi riprometto di ritornarci. Magari ci andiamo insieme, che fai vieni? 

mercoledì 30 gennaio 2019

Escursione alla chiesa ipogea di San Posidonio, tra Massafra, Crispiano e un pizzico d'Africa

Che ci faccio seduta su quella roccia ?
In attesa che verga aperto il varco per entrare nella chiesa ipogea di San Posidonio
Oggi ti voglio parlare di questo posto che ho scoperto in una escursione, grazie all'amore per il territorio di Massafra di un gruppo di appassionati di cultura e arte.

lunedì 21 gennaio 2019

In Italia, il 2019 sarà l'anno dedicato al Turismo Lento

Masseria Russoli di Crispiano. Allevamento dell'asino martinese
Masseria Russoli in agro di Crispiano dove si allevano gli asini martinesi

Dal Ministero del Turismo arriva la notizia:

Il 2019 è stato dichiarato l'Anno Nazionale del Turismo Lento in Italia.

Io mi trovo completamente d'accordo con questa decisione perché la lentezza è insita nella mia natura.
Quando parlo di lentezza intendo quei momenti che prendo tutti per me, per guardarmi intorno.

lunedì 14 gennaio 2019

Passeggiare a Milano: da piazza Duomo all'Arco della Pace

L'Arco della Pace visto da Corso Sempione

Se pensi di andare a Milano e non sai da che parte cominciare per visitarla ecco un post ideato proprio per te che per la prima volta arrivi in questa grande città ma è anche per chi vuole tornarci e sperimentare l'itinerario che qui suggerisco.

venerdì 4 gennaio 2019

Le 20 mete più visitate nel 2018 dalle Travel Blogger Italiane

Copertina della pagina facebook delle Travel Blogger Italiane



Quali sono state le mete più visitate nel 2018 dalle Travel Blogger Italiane?


Come Ambassador delle Travel Blogger Italiane (TBI), sento di avere il compito di farti conoscere quanto, come e dove hanno viaggiato le travel blogger della Community TBI. 

Un compito davvero difficile perché le bravissime travel blogger hanno girato quasi tutto il mondo, raccontando nei loro blog personali le esperienze fatte, segnalando i luoghi da non perdere e dispensando consigli ai loro lettori e agli amanti dei viaggi. 

mercoledì 19 dicembre 2018

Dove festeggiare il Capodanno: mare, montagna o casa?

cosa fare a Capodanno
Foto Pixabay
Dove festeggiare il Capodanno?


Comincia già da ora il conto alla rovescia per salutare il 2018 e dare il benvenuto al 2019.  

Per alcuni è uno stress (e tra questi ci sono pure io),  per altri è invece un momento da vivere fino in fondo, in sfrenate nottate a
ballare,cantare e divertirsi.
Ed è giusto.

martedì 18 dicembre 2018

Perché ci scambiamo i regali per Natale?


I regali di Natale sotto l'albero
foto di Pixabay

Ti sei mai chiesto perché ci scambiamo i regali per Natale? 

Sono sicura che te lo stai chiedendo così come ho fatto io mentre, l'altro giorno, stavo leggendo un articolo pubblicato su un giornale del 1997, non proprio attuale, che parlava di regali utili e inutili. 

venerdì 30 novembre 2018

Il mio blog è vintage

Il mio blog è vintage ma io lo adoro

Sono due anni di me e te.

Così si dice quando si ricordano gli anni in cui si sta insieme, vero?
Magari qualche mese in più, ma io considero dicembre il vero nostro anniversario, da quando sono diventata consapevole che eravamo una coppia ben assortita e che il nostro rapporto si stava consolidando seriamente.

Io e te.