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mercoledì 19 dicembre 2018

Capodanno: mare, montagna o casa?

Dove festeggiare il Capodanno?


Comincia già da ora il conto alla rovescia per salutare il 2018 e dare il benvenuto al 2019.  

Per alcuni è uno stress (e tra questi ci sono pure io),  per altri è invece un momento da vivere fino in fondo, in sfrenate nottate a

martedì 18 dicembre 2018

Perché ci scambiamo i regali per Natale?


I regali di Natale sotto l'albero
foto di Pixabay

Ti sei mai chiesto perché ci scambiamo i regali per Natale? 

Sono sicura che te lo stai chiedendo così come ho fatto io mentre, l'altro giorno, stavo leggendo un articolo pubblicato su un giornale del 1997, non proprio attuale, che parlava di regali utili e inutili. 

Per trovare una risposta a questa domanda, dobbiamo andare indietro fino ai tempi dei Romani e ai festeggiamenti dei Saturnali che si celebravano dal 17 al 23 dicembre di ogni anno in onore del dio Saturno. 

Giusto nel periodo del solstizio d'inverno in prossimità delle feste di Natale e Capodanno. 

Durante questi festeggiamenti, i Romani erano soliti scambiarsi dei ramoscelli dedicati a Strenia, la dea portatrice di fortuna e felicità e dal cui nome deriva appunto "strenna", ovvero regalo di buon augurio. 

E io che pensavo che fin dai tempi biblici fosse sempre stato Babbo Natale a portare i regali!!!  No, eh! 
Cosa c'entra, allora, Babbo Natale con lo scambio dei regali? 

Babbo Natale a Massafra in Puglia


Babbo Natale vs San Nicola 

In qualche modo Babbo Natale entra nella storia a partire dal '300 quando il nostro caro barbuto bianco altri non era che San Nicola, un vescovo vissuto in Turchia. 

Ci sono varie leggende che circolavano nel Medioevo, siamo nel 1200, intorno a San Nicola.

Io qui ve ne racconto tre. 

La prima leggenda racconta che un giorno egli aiutò un povero, lasciando cadere lungo la strada alcune monete, che nella tradizione sono poi state simboleggiate dai regali.

Nella seconda, la più nota, si narra che il giovane vescovo di Myra salvò tre prostitute facendo recapitare in segreto tre sacchi d'oro al padre delle ragazze che così si liberò dai debiti e poté fare la dote alle figlie.

La terza leggenda è davvero orribile. 
Parla del proprietario di una locanda che aveva fatto a pezzi tre ragazzi e poi li aveva messi sotto sale per servire la carne agli inconsapevoli clienti. San Nicola, oltre ad aver scoperto il macabro fatto, resuscitò le vittime. 

Le ultime due leggende hanno fatto diventare San Nicola protettore delle ragazze in cerca di un marito e dei bambini. 

San Nicola da Bari mentre entra nella Basilica


Alla morte del Santo, il culto di San Nicola da Bari si era diffuso in tutta l'Europa, soprattutto in Olanda dove era chiamato Santa Claus, e proprio gli immigrati nordeuropei gli fecero attraversare l'Atlantico portandolo in America. 
Qui le cose si complicarono abbastanza perché la figura di San Nicola venne interpretata secondo le varie usanze e tradizioni che non avevano nulla a che fare con le tradizioni cristiane. 

Finché nel 1920 circa, la pubblicità della Coca Cola non lo trasformò nel simpatico e rassicurante vecchietto vestito di rosso che conosciamo oggi, riportandolo prepotentemente in Europa ...... e allora Babbo Natale, stufo di questo sballottolamento, decise di trasferirsi definitivamente a Rovaniemi in Finlandia.

Quindi, riepilogando. 
I regali li scambiamo perché i Romani lo hanno deciso più di duemiladiciotto anni fa.
Babbo Natale non era Babbo Natale ma poi gli americani lo hanno fatto diventare Babbo Natale.

E perchè i regali li mettiamo sotto un albero pieno di ghirlande e luci? 

Senza scomodare gli antichi greci e poi i romani (sempre loro) che consideravano l'abete un albero sacro, pare che i primi a onorare seriamente l'abete furono i Celti, in quanto consideravano questa pianta sempreverde un simbolo di vita e di luce.  
Proprio perché sempreverde, i suoi rami erano usati nel Medioevo per comporre ghirlande mentre il tronco si bruciava nell'attesa della primavera, il cosiddetto ceppo di Natale. 

Queste tradizioni piuttosto pagane, furono trasferite nella tradizione cristiana e l'abete illuminato simboleggiava il Cristo, portatore di nuova luce

Nel 1441 compare il primo vero albero di Natale, nella piazza del municipio di Tallinn. Donne e uomini gli giravano intorno per propiziarsi un matrimonio. 
Nel 1611 la duchessa di Brieg iniziò la tradizione di addobbare l'albero, così come lo intendiamo oggi, in Germania e nel 1940 lo troviamo in Francia con l'albero della duchessa d'Orleans.

In Italia, nella seconda metà dell'800, la regina Margherita fu la prima ad addobbare un albero di Natale al Quirinale e di lì si diffuse in tutto il paese.

Certo, non venivano ornati di palle e ninnoli vari come facciamo oggi, ma di frutta fresca, frutta secca  e fiori. 

Queste, invece, sono le foto messe a disposizione dagli amici della pagina facebook di questo blog.  
Bellissimi e creativi alberi di Natale dell'anno 2018. 


Alberi di Natale addobbati dagli amici del blog Around me storrie di viaggi
 L'albero di Natale di Biagio Fiorillo.                                            L'albero di Natale di Dora Albanese 



Glia alberi di Natale degli amici della pagina facebook di questo blog
L'albero di Natale di Rossella Leo                                          L'albero di Natale di Maria Francesca Pugliese


Gli alberi di Natale addobbati dai fan della pagina facebook del blog Around me
L'albero di Natale di Antonella Elefante                                        L'albero di Natale di Artabec Lumina

A questo punto ci chiediamo di nuovo. Perchè si mettono i regali sotto l'albero? 
In confidenza ti dico che bisogna chiederlo direttamente a Babbo Natale perché lui ha deciso così! 

E la Befana come si inserisce in tutto questo? Non è anche lei che porta i regali?

Bene, io voglio farti una distinzione e ti spiego come si faceva ai miei tempi, quando ero bambina. 

I regali li portava solo la Befana che corrisponde all'Epifania, cioè la manifestazione di Gesù ai Re Magi che, guidati da una stella cometa, portarono in dono oro, incenso e mirra, appunto dei regali. 

Io non me lo ricordo proprio Babbo Natale. 

A Natale i nostri genitori ci compravano i vestiti nuovi per la festa di Natale e per la Befana, noi bambini, ricevevamo i giocattoli con la calza in cui potevi trovare il carbone o i dolcetti a seconda se durante l'anno eri stato buono o troppo vivace.  

Ti dirò, eravamo tutti felici. 

A proposito di regali, può interessarti anche questo post dove puoi trovare 5 idee regalo da fare a chi ama viaggiare. 



venerdì 30 novembre 2018

Il mio blog è vintage

Il mio blog è vintage ma io lo adoro

Sono due anni di me e te.

Così si dice quando si ricordano gli anni in cui si sta insieme, vero?
Magari qualche mese in più, ma io considero dicembre il vero nostro anniversario, da quando sono diventata consapevole che eravamo una coppia ben assortita e che il nostro rapporto si stava consolidando seriamente.

Io e te.

lunedì 26 novembre 2018

Il fascino romantico di Martina Franca in una serata piovigginosa


Piazza Immacolata a Martina Franca (foto scattata con Huawei P20 Pro)

In questi giorni rivedendo alcuni scatti fatti con il mio nuovo cellulare Huawei P20 Pro sono rimasta colpita dalla bellezza delle foto notturne.

Io non amo molto le foto senza luce del giorno perché quelle scattate da me, ovviamente, mi sono sempre sembrate troppo scure, a volte non troppo nitide e le scartavo a priori senza dare una benché minima considerazione.

domenica 18 novembre 2018

Mercatini di Natale in un castello medievale, in un parco reale e in una piazza storica

Foto Pixabay

La sentite anche voi nell'aria questa atmosfera natalizia che si avvicina?

L'aspettiamo sempre con ansia e non vediamo l'ora di uscire dagli scatoloni tutto l'occorrente per preparare l'albero di Natale e il presepe, di addobbare la casa con ghirlande e ninnoli per renderla più calda e accogliente.

Quando ci sono i bambini, poi, diventa tutto più tenero e, tra una dolce risata e lo stupore di una  sorpresa, si spera di lasciare dei ricordi indelebili nella loro mente.

domenica 4 novembre 2018

Urban life:le 5 cose da vedere al Rione Sanità a Napoli



Ritorno sempre volentieri a Napoli non solo per andare a trovare i miei amici ma anche per vivere quel tocco di napoletanità che a lungo andare mi manca.


Sono partita subito con l'intenzione di visitare il Rione Sanità che mi ha sempre suscitato un certo interesse, già da quando, con l'autobus da Capodimonte, dove solitamente soggiorno quando sono a Napoli, passavo dal ponte che lo sovrasta per arrivare a piazza Dante, ma dopo aver letto anche alcuni articoli sul percorso del Miglio Sacro che avevano attirato la mia attenzione. 

venerdì 26 ottobre 2018

Calabria:le tradizioni culinarie arbreshe di Civita


Anna Stratigò mentre prepara la pasta fresca
Anna Stratigò

Ho voluto dedicare un intero post alle tradizioni culinarie di Civita e in particolar modo a quelle legate alla cultura arbresh che si sono tramandate per secoli fino ai giorni nostri.

Sarà  un post ricco di foto perché, in questo caso, vale bene il proverbio 'anche l'occhio vuole la sua parte'.

venerdì 19 ottobre 2018

Calabria, a Civita alla scoperta delle 7 meraviglie

Panorama di Civita

Chi lo avrebbe mai detto che dopo quattro mesi sarei ritornata nella meravigliosa terra della Calabria, proprio nel Parco Nazionale del Pollino.
E questa volta ci torno per passare un weekend a Civita, grazie al blog tour "Civita e le 7 meraviglie", per me tutte da scoprire.

sabato 6 ottobre 2018

Come ho organizzato il mio primo blog tour



Come ho organizzato il mio blog tour

Lo dico subito. Io non sono una organizzatrice di eventi, piuttosto mi piace essere coinvolta nelle attività che trovo interessanti e stimolanti e in questi casi mi butto a capofitto.

Quando il comitato della festa dei SS. Medici e di San Michele Arcangelo mi ha chiesto di organizzare un'attività in merito alla festa, ho pensato che per l'occasione sarebbe stato l'ideale organizzare un blog tour per raccontare la festa dal punto di vista sacro e civile e, nello stesso tempo, promuovere il territorio come meta turistica.

giovedì 4 ottobre 2018

Cosa fare in autunno a Milano

Viale alberato a Milano, foliage


Cosa fare a Milano in autunno? 
Una domanda a cui non avrei saputo rispondere fino a poco tempo fa. 
Se qualcuno mi avesse detto, qualche anno fa, che Milano sarebbe stata la città di riferimento dei miei spostamenti, mi sarei fatta una grande e sonora risata.
Il perché è presto detto.